The Visua-list n.4 / Musica d’artista

Ecco una nuovo appuntamento con The Visua-list, le piccole playlist in cui sono le immagini a ispirare la scelta delle canzoni. Questa volta però ho pensato a una selezione un po’ speciale…

Chi meglio infatti di un artista visivo sa davvero cosa voglia dire avere a che fare con le immagini? Quindi per stavolta il punto di partenza della nostra playlist non saranno delle immagini, bensì coloro che le immagini le creano: gli artisti. Ho messo assieme 5 brani d’artista, 5 tentativi musicali di altrettanti celebri artisti visivi. Se poi l’abbiano fatto sul serio o per gioco in alcuni casi resta il dubbio, ma in fin dei conti cosa importa. Ci hanno comunque provato e questo conta.

Buona visione e buon ascolto!

 

1. Jean-Michel Basquiat

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Gray – “I wanna go back” (1984)

“The first rule was that you couldn’t be a musician. You had to approach music from some other way, whether it was a painterly direction or a noise direction. You had to be inspired by something other than what most bands were doing”, a parlare così è Michael Holman artista e filmaker che con Basquiat ha diviso il palco in questo curioso esperimento dal nome Gray. Nessuno dei Gray era un musicista nel senso stretto del termine e Basquiat si alternava fra clarinetto, sintetizzatori e voce. Piccola chicca: alla band prenderà poi parte anche un giovane Vincent Gallo.

 

2. Martin Kippenberger

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Martin Kippenberger – “Yuppi Du” (1987)

Chi l’avrebbe mai detto che l’artista tedesco Martin Kippenberger fosse un fan di Celentano? Eppure a quanto pare lo era, visto che ha deciso di rendergli omaggio con questa cover di Yuppi Du. Oltre a citare il nostro Adriano nazionale, nello stesso Ep da lui pubblicato, Kippenberger omaggia anche Nancy Sinatra con una sua personale e apocalittica versione di Bang Bang.

 

3. Yoko Ono

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Yoko Ono – “No, No, No” (1981)

Yoko Ono o la si ama o la si odia, una cosa è certa: non le si può essere indifferenti. Il suo legame con il mondo della musica è talmente noto che in confronto la sua incredibile carriera d’artista, per chi non la conosce bene, passa quasi in secondo piano. Eccola qui alle prese col post-punk, anche se a dire il vero Yoko con Fluxus è stata già punk prima del punk!

 

4. Joseph Beuys

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Joseph Beuys – “Sonne statt Reagan” (1982)

Ammetto di essere morta dal ridere la prima volta che ho visto questo video. A metà fra un’esibizione di un musicista outsider e un karaoke giapponese, Joseph Beuys – sì proprio lui, uno dei più geniali artisti del XX secolo! – è lì che si dimena e canta stonatissimo su un pezzo un po’ Neue Deutsche Welle. Il tedesco non lo so, ma a quanto pare il Reagan del titolo del pezzo non è altro che un gioco di parole fra il tedesco regen (pioggia) e Regan, come Ronald. “Sonne statt Reagan” sta dunque per “Sole invece della pioggia”, ma in breve è anche un grande ‘fuck off’ al presidente americano.

 

5. Pipilotti Rist

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Pipilotti Rist – “I’m a victim of this song” (1995)

A quanti di voi sarà capitato di andarci sotto con una canzone? Anche a Pipilotti Rist è successo ma, a differenza nostra, lei ne ha subito fatto una performance. “Wicked Game” di Chris Isaak le è piaciuta così tanto da ammettere di essere ‘vittima di questa canzone’. E io, personalmente, sono vittima della sua versione di “Wicked Game”.

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1. Gray (Jean-Michel Basquiat) – “I wanna go back” (1984)
2. Martin Kippenberger – “Yuppi Du” (1987)
3. Yoko Ono – “No, No, No” (1981)
4. Joseph Beuys – “Sonne statt Reagan” (1982)
5. Pipilotti Rist – “I’m a victim of this song” (1995)