Gino Paoli, La donna che amo (1974)

Ecco una nuova rubrica immaginaria che vorrei intitolare “Canzoni che (mi) mettono i brividi”. In senso positivo, s’intende…

Il Paoli degli anni Settanta, quello forse meno fortunato, ma che riesce ugualmente a raggiungere picchi di genialità. Che canta Serrat e, nel 1974, ne fa un album: “I semafori rossi non sono Dio”. In copertina un manichino, la protagonista di una delle dieci poesie in musica cantate nel disco.

gino paoli- i semafori rossi non sono dio

Ma non è de “Il manichino” che voglio parlarvi, il brano che mi dà i brividi è un altro: “La donna che amo” (orig. “La mujer que yo quiero“), un inno alla donna amata, ideale e (tuttavia) reale.

Sarà l’immediatezza e la spontaneità della versione più “asciutta” di Paoli, sarà la lucidità della sua riflessione sull’amore o saranno alcune immagini che suggerisce. Per uno di questi motivi, o forse per tutti, questo per me è davvero un brano da pelle d’oca…

“La donna che amo è la mia padrona / è mia madre, il mio cane / è la mia puttana”