Fire, I’ll take you to burn

Ok raramente scrivo di me, ma farò un’eccezione. Voglio riportare una delle mie citazioni preferite,quelle per cui uno va in fissa del tipo “mi faccio un tatuaggio in corsivo sul braccio” o “lo voglio scrivere su tutti i muri della casa, forza, datemi un pennarello!”. Nulla di ciò è accaduto realmente – lo giuro – vi confesso però che l’ho annotata sull’interno di copertina della mia moleskine il che, per i miei standard, è già un grave slancio. Massì, giusto per non dimenticarla…

The fire within you, Soft silken embers, Is our whole duty — But no one remembers

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È scritta in inglese, sì, ma l’autore non è inglese. Allora diamine, che eresia, perché mai citare un autore francese in inglese?  Ti sarai mica bevuta il cervello? No, semplicemente la bellezza ed essenzialità della traduzione di Paul Schmidt secondo me rendono davvero giustizia alle immagini di Rimbaud, con grazia, vigore e modernità. Ed è amore a prima vista.

Recentemente mi è capitato di leggere queste parole, tratte da “Gli amici di Bernhard” di Annemarie Schwarzenbach e allora l’immagine del piccolo Arthur e del suo fuoco interiore mi sono tornate potentemente in testa…

Dovre­ste vivere sol­tanto di domande e di inquie­tu­dine; è la parte migliore di voi. Vor­rei che rima­ne­ste sem­pre così, pronti a sboc­ciare; non dovre­ste sot­to­met­tervi con tanta faci­lità a una legge, né ada­giarvi su ciò che già esi­ste, non dovre­ste mai sen­tirvi del tutto sod­di­sfatti!

annemarie schwarzenbach2