Christopher Whorf, il genio delle copertine di musica classica

La musica classica spesso viene percepita dai giovani come una gran rottura di balle. Come dargli torto d’altronde. Concentriamoci un attimo sul mondo connesso alla musica classica, quali sono le prime immagini che ci verranno in mente? Signore imbellettate che applaudono all’Opera, un anziano suonatore d’organo in chiesa alle prese con Bach, volti di musicisti defunti da almeno cent’anni. C’è del sarcasmo, ovvio, non prendetemi troppo sul serio. È che la musica classica non ha realmente bisogno di pubblicizzarsi e rendersi particolarmente allettante o al passo coi tempi, perché un pubblico fedele ce l’ha già e ce l’avrà sempre.

Eppure non tutti gli operatori dell’industria musicale dovevano pensarla allo stesso modo. Facciamo un salto indietro nel tempo… Andiamo negli States, sono gli anni Settanta e la Westminster Gold è un’etichetta discografica di musica classica che decide di rivoluzionare la propria immagine affidandosi alle sapienti mani di Christopher Whorf.

Whorf, in qualità di art director, fa del suo meglio e in un attimo il volto burbero di Ludovico Van viene sostituito da quello giovane e ammiccante di una modella che regge, proprio davanti al seno, due busti del maestro…

1. beethoven

“La vedova allegra” diventa una fanciulla scosciata che sorseggia vino rosso su di una bara mentre “Lo schiaccianoci” di Čajkovskij e l’”Eine kleine Nachtmusik” di Mozart (lett. “piccola serenata notturna”) sono rappresentati, rispettivamente, dall’immagine di un vero schiaccianoci e da quella di un reggiseno slacciato.

the merry widow

tchaikovsky_thenutcracker_whorf

piccola serenata notturna_mozart

Il catalogo della Westminster Gold è vasto e le copertine degli album sono tutte geniali. Ammiccanti e ironiche, eccessive ai limiti del kitsch, spudoratamente seventies, ognuna di loro offre una sua personale interpretazione dei classici…

2. bach

3. bach

4. wagner

5. beethoven

6. piano promenade

gustav holst

proprio come nel caso della “Giulietta e Romeo” di Berlioz. La celebre coppia di innamorati è ritratta in una veste nuova e inusuale. O meglio, qui di vesti ce ne sono ben poche: i due amanti di Verona sono entrambi nudi e sdraiati, lei di spalle e con il segno dell’abbronzatura da bikini, lui al suo fianco, con indosso soltanto dei calzini. Se non è classe questa…

romeo & juliet

Non c’è da stupirsi allora se un’altra celebre coppia, qualche anno più tardi, scelse proprio Christopher Whorf per dare un volto alla sua “Doppia fantasia”. Geni che attirano a sé altri geni. “Chi si somiglia si piglia”, è proprio il caso di dire.

double fantasy