Alan Sorrenti, Vorrei incontrarti (1972)

“Canzoni che (mi) mettono i brividi”, volume 4. Vi è mai capitato di provare nostalgia per qualcosa che non è mai accaduto? Cose che si sarebbero potute dire e fare, situazioni in cui ci si sarebbe potuti imbattere…

Finisce poi che le canzoni che mi mettono i brividi sono quasi sempre tutte italiane. Sarà che forse ne comprendo più intimamente il testo, sarà che ho ascoltato per una vita musica anglofona e la musica italiana è stata per me una scoperta arrivata solo relativamente di recente. Fatto sta, è da un po’ che non facevo un post per questa mia rubrica, ma parlare di questo brano mi sembrava doveroso.

alan sorrenti_aria

Non ricordo nemmeno la prima volta che ho ascoltato “Vorrei incontrarti”, forse è successo per caso alla radio, forse l’ho ascoltata su Youtube per qualche strana connessione, forse ancora mi è stata suggerita da qualcuno, quello che però ricordo bene è il primo effetto che ha avuto su di me. È stato quello che si potrebbe definire un colpo di fulmine… amore a prima vista, o meglio, a primo ascolto. Odio espressioni del tipo “questo brano mi tocca le corde dell’anima” e fricchettonate del genere eppure c’è da dire che questo brano effettivamente in me smuove qualcosa, e lo fa instintivamente, visceralmente, con una malinconia imperante, che mi dice: siediti qui, ascoltami, ho qualcosa da dirti.

Ho riflettuto più volte su cosa mi provocasse precisamente questa sensazione, su cosa mi trasmettesse realmente questo brano, ma forse la grandezza di questo pezzo sta proprio nel fatto di smuovere degli interrogativi. Di cosa si parla, a chi si riferisce Sorrenti? A una donna amata? A una persona cara e lontana? A una qualche entità spiriturale? A qualcuno ancora mai incontrato e verso cui già si prova nostalgia? Tutto è plausibile e al tempo stesso inutile: nel momento stesso in cui ci si pone queste domande, ci si accorge che non è poi tanto importante avere una risposta. È meglio che tutti riposi in quel suo stato di indefinitezza, di molle malinconia, che tutto resti etereo e insondato. Come le vaghe e malinconiche note di questo bellissimo brano…

“Vorrei trovarti mentre tu dormi in un mare d’erba / e poi portarti nella mia casa sulla scogliera / Mostrarti i ricordi di quello che io sono stato / mostrarti la statua di quello che io sono adesso.”